mercoledì 5 ottobre 2011

Fonico di palco - Tips & tricks (3)

Direttamente dall'articolo pubblicato su Backstage n.2, aprile 2011.
  1. corso sound engineer fonico di palco
    Regia di palco PFM in classic, 23/9/11 teatro Arcimboldi 
    Al raddoppio della distanza la pressione sonora diminuisce di 6 dB. Tenere in considerazione questa basilare legge di acustica può rendere convenienti, in certi casi, monitor meno potenti ma più vicini. Alzando fisicamente da terra i monitor di un tastierista, di un contrabbassista, di un chitarrista acustico, potremmo tenerlo più basso e avere meno rientri.
  2. Il monitoraggio stereo migliora l'intelliggibilità; ma servono il doppio dei finali, processori e mandate ausiliarie....
  3. In situazioni molto problematiche si può giocare la carta tre wedge in LCR: voce in monitor centrale, resto della band in LR. Usare i due monitor laterali linkati su una linea mono vanifica buona parte dei vantaggi, in quanto la percezione si sposta al centro del panorama stereo, sovrapponendosi con il monitor della voce.
  4. La percezione del riverbero migliora sensibilmente con la stereofonia. Se non vi è possibilità di avere un monitoraggio stereo su un musicista che insiste per avere riverbero sul suo ascolto (e non ci sono side), aumentare sensibilmente il valore di predelay del riverbero (anche fino a 60/70 ms) può aiutarne la percezione senza impastare troppo il mix.
  5. Il suono di un IEM viene in buona parte modificato secondo il modo in cui calco o spugnette si accoppiano con il canale intrauricolare. Se c'è il tempo, è utile fare una sorta di test d'ascolto insieme all'artista, in modo da apportare eventuali correzioni con l'equalizzazione.
  6. I sistemi di trasmissione radio usati per gli IEM hanno una dinamica piuttosto limitata, soprattutto se usati stereo. Attenzione a non far comprimere troppo il trasmettitore, passa alto obbligatorio e compressore multibanda consigliato.
  7. Alcuni artisti, specie se non dispongono di calchi personalizzati e si muovono molto, possono avere problemi di stabilità dell'auricolare; oltre al consueto nastro/cerotto per fermare il cavo dietro il collo, possono essere utilii i pettinini "clic-clac" (vedi foto) per fermare il cavo ai capelli, soprattutto in estate, quando sudore e creme solari rendono poco tenace quasiasi cerotto.
  8. Durante lo spettacolo, uno dei motivi di insoddisfazione da parte dei musicisti è non riuscire ad instaurare un contatto visivo con il fronico di palco. La cosa ovvia è che, anche quando sembra essere tutto a posto, il fonico di palco (coadiuvato dai backliner) deve sempre essere attento a quel che succede, magari sviluppando la non facile abilità di lavorare guardando il banco il meno possibile. La cosa forse meno ovvia è che solitamente ci si preoccupa di illuminare solo la console, raramente di esser visibili dai musicisti, che spesso hanno pure le luci in faccia. Sarebbe opportuno avere sempre quel minimo di luce in modo che gli artistii possano avere un riscontro visivo, con i mixer digitali spesso basta la luce irradiata dallo schermo, ma con gli analogici....
  9. Attenzione agli occhiali dei cantanti, spesso indossati durante lo spettacolo e non al soundcheck; a 10 kHz la lunghezza d'onda è di soli 3,4 cm, le dimensioni apparentemente piccole delle lenti (o della tesa di un cappello) sono superfici riflettenti che possono favorire il feedback.
  10. Sdoppiare i canali (soprattutto le voci) può essere utile anche per diversificare il proccessamento dinamico: personalmente non uso mai, per principio, un compressore sull'ascolto di un musicista, ognuno deve essere in grado di sentire la propria dinamica senza alterazioni di sorta. Però, sui monitor degli altri può essere molto utile.
Leggi anche:
Fonico di palco - Tips & tricks (1)
Fonico di palco - Tips & tricks (2)
seminario per fonici di palco

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